Verticale “Ascisse e Ordinate” a Palazzo Vialdo: viaggio nel tempo con 8 Falanghine d’annata e le pizze remix di Gianfranco Iervolino

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Il know-how per la serata perfetta dovrebbe sempre comprendere: un ambiente gradevole ed elegante nella sua semplicità, luci soffuse e saggiamente posizionate, una ottima e competente compagnia, ma soprattutto buon cibo e buon vino. Nel nostro caso, ovvero quello della verticale organizzata dal Consorzio Tutela Vini del Sannio con la preziosa partnership dell’ Antico Molino Caputo, che invero ha fornito la materia prima per le “creature” di Gianfranco Iervolino (pizzaiolo di Palazzo Vialdo), gli elementi non solo c’erano tutti, ma sono stati anche amalgamati e dosati egregiamente dall’ottima conduzione del dott. Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico (e non solo) di calibro internazionale e perfetto Cicerone della serata. Ottima l’organizzazione e l’allestimento del piano superiore del Vialdo, grazie all’ inossidabile patron Vincenzo di Prisco, meraviglioso ospite. Di volta in volta, si è data la parola ad 8 produttori di Falanghina sanniti, i cui discorsi e le cui argomentazioni sembravano andare perfettamente a tempo con i ritmi di bevuta dei loro meravigliosi vini. Grande attenzione si è data alla new age dei vini Campani ed ai consensi sempre maggiori che questi ultimi stanno riscuotendo in ambito nazionale ed internazionale, nonché al ruolo dei consorzi ed alle tecniche di produzione.

IMG_20151008_205847Otto vini appunto, otto perle. Si è spaziato da quello con toni marcatamente acidi ad uno con parvenze iodate, passando per altri con un gusto più rotondo ed altri un po’ più estremi. Quando poi, si sa, si abbinano le pizze ai vini (entanglement ormai sempre più in disuso ahimè), l’alchimia perfetta è subito servita.

La prima marinara della serata.
La prima marinara della serata.

Pronti, via, delle marinare (perfettibili) eseguite con varie mixture di farine (verde, gialla, rossa, “ricca”, blu), adibite solitamente ad altri usi e “adattate” per l’occasione alle pizze. Insomma, una sorta di “arte del vortere” moderna e tutta Campana. Per finire, ed anche per staccare dal tema portante della serata (connubio marinara-falanghina), gli ultimi giri di margherita…

La margherita di Gianfranco Iervolino per "Ascisse e Ordinate".
La margherita di Gianfranco Iervolino per “Ascisse e Ordinate”.
… e di un’ottima “Gustosa” con crema di zucca, pancia magra, provola, porcini e granella di nocciole.
La Gustosa di Gianfranco Iervolino.
La Gustosa di Gianfranco Iervolino.
Dulcis in fundo (è proprio il caso di dirlo data la dolcezza del cavolfiore che è parte imprescindibile del topping) la pluri-premiata pizza “Ma che cavolo vuoi?”, andata letteralmente a ruba (tanto è vero che non possiedo foto di quest’ultima 😛 ).

Di seguito, riporto la locandina dell’evento, recante produttore, annata e farina proposta per l’impasto della pizza su un grafico (più ingegneristico di così?! 🙂 ).

Locandina della verticale
Locandina della verticale .
Infine, devo un grazie sentito al dott. Tommaso Esposito, mio “big bro” della serata, ed a Egidio Cerrone e Giovanni Mele, nonché agli altri commensali, per la piacevolissima compagnia! 🙂
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