Belgio, Scozia, Irlanda e Germania non solo confinano, ma si incontrano in un luogo preciso: lo Sturgis Beerhouse… a Brusciano!

Conobbi Giacomo, proprietario dello Sturgis Beerhouse, a novembre 2014. All’epoca, ero di rientro da un viaggio quanto mai unico e (come spesso succede alla mia età) scapestrato a Bruxelles e Brugge, in Belgio. Ovviamente, chi ha anche solo dei rudimenti in fatto di birre saprà che se l’Italia è la culla della cucina mediterranea, della pasta, della pizza e di tutto quel ben di Dio che ci invidiano in tutto il mondo, il Belgio lo è senza dubbio in ambito brassicolo, con immense tipologie e stili di quella che forse è la bevanda più amata al mondo (lambic, gueuze, trappiste, etc.). Ebbene, quando raccontai di tale esperienza in terra estera al proprietario ed egli mi disse la sua, mi sembrò che ne parlasse come se fosse casa sua, come se conoscesse a menadito ogni prodotto di quelle terre. C’era una strana luce nei suoi occhi, il bagliore che in molti ristoratori, cuochi e personale addetto spesso manca: la passione per il proprio lavoro. Ricordo che in quella fredda sera seppe delineare agilmente features e metodi di fermentazione di quegli splendidi nettari contenuti in due “frigoriferi aurei” caratteristici del locale (sono quelli in foto!), lasciando me e la mia compagnia affascinata per l’enorme cultura in materia.

I frigoriferi "aurei" dello Sturgis Beerhouse a Brusciano.
I frigoriferi “aurei” dello Sturgis Beerhouse a Brusciano.

Sul finire della serata (o per meglio dire della nottata), confidai a lui un mio piccolo grande desiderio: provare di nuovo la Cuvée Delphine by De Struise Brouwers, che era stata la birra regina e compagna della mia vacanza in Belgio.

Di lì a qualche mese, dopo una frequentazione abbastanza assidua del locale (nella mia mente resterà per sempre impressa la sera in cui iniziò nevicare in tutto il vesuviano e a Napoli, quando per riscaldarci io ed un mio caro amico ci rifugiammo allo Sturgis per una bella birra ad alta gradazione che diede vita ad un massiccio afflusso di sangue al viso e che ci donò un simpatico rossore :’D ) Giacomo mi parlò di una Cuvée Delphine procuratasi online, imbottigliata nel 2012… Di lì ad una settimana fui di nuovo al locale, ed ebbi modo di riassaporare ancora una volta sapori e sentori del Belgio, lì, in quel di Brusciano, a quasi 1700 km di distanza.

Ottenuta sulla base della celeberrima Black Albert, sempre di Struise, viene fatta invecchiare in botti di Bourbon Four Roses, sprigionando aromi di cioccolato, bourbon (com’è giusto che sia), malto, caffè, frutti rossi e vaniglia che, abbinati ad un corpo medio-denso e ad una schiuma abbastanza fitta ma morbidissima, fanno di questa birra la mia preferita!

Ma cerchiamo adesso di non esaurire questo articolo ad un mero stream of consciousness di ricordi e focalizziamoci su quello che questo posto può offrire. Anche perché dovremmo anche parlare di quella serata in cui otto persone (tra cui io!) ebbero il privilegio di degustare in piccoli bicchierini la meravigliosa quanto costosissima Tactical Nuclear Penguin by Brewdog da 32% vol. (costo circa 80€, ecco il perché dei bicchierini 😛 ).

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Degustazione della Tactical Nuclear Penguin di Brewdog. Non è un’arma! 😀

Giuro, adesso basta! 😛

Passo quindi a delineare i punti di forza di questo luogo fisicamente sito a Brusciano, ma metafisicamente posto a cavallo tra Belgio, Scozia, Irlanda e Germania. Birre (ah non l’ho detto, ESCLUSIVAMENTE ARTIGIANALI, se volete Beck’s o Corona andate nel primo baretto truzzo della zona) di quande qualità e in grande, grandissima quantità, antipasti fantastici tra i quali spiccano arrosticini, bruschette gourmet con vari tipi di carne, polpettine di chianina e da poco mac&cheese (pasta al formaggio all’americana con cheddar di prima scelta e ottimo bacon), taglieri immensi e di qualità superba con selezione di confetture, salumi (avete mai provato la bresaola di Black Angus Argentina?) e formaggi (vi dice nulla il nome Beppino Occelli?), carne al piatto… eppure manca ancora qualcosa, qualcosa di grande, parafrasando i Lunapop all’alba degli anni 2000.. I panini!!!

Ogni pub che si rispetti deve avere anche una grande carta di panini, sennò che pub è?! E qui forse lo Sturgis trascende e si eleva, garantendo al cliente un’esperienza gastronomica al limite dell’estatico. Oltre ai grandi classici Giacomo, Antigiacomo & co. mi sento di consigliarvi due grandissimi panini, che spesso sogno anche di notte 😉 Il prezzo è altino, ma credetemi, non lasciatevi spaventare, sapranno meravigliarvi e ammaliarvi come un amore appena sbocciato.

Inizio a parlarvi dell’ Alexxio: pane normale o al carbone vegetale, hamburger di cinghiale da 250 g, glassa di Chianti barricata consorzio Gallo Nero, pancia magra, funghi porcini, Marzolino del Chianti (formaggio presidio Slow Food), noci e mandorle di Sorrento. C’è da aggiungere altro?

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Il panino Alexxio.

In secundis, delineerò il panino che solo ultimamente ho avuto modo di assaggiare, gustare, adorare, amare: il mitico Voron. Ad esser sinceri, avevo chiesto al proprietario di modificarlo un po’ seguendo l’estro creativo che solo una serata di intenso lavoro può scatenare (sotto stress il corpo si attiva favorendo risposte rapide ed efficaci). Nascerà quindi, quella sera stessa, il Voron rivisiato: hamburger di fassona piemontese, crema di noci, funghi porcini, gorgonzola al mascarpone e.. udite, udite.. salvia pastellata (che in verità ante litteram aveva suscitato la mia perplessità, ma che poi è risultata essere la cosa più buona di un panino stratosferico).

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Il Voron.

 Ma questi non sono che assaggi telematici, dunque se un sabato sera (cercate di prenotare prima, non sia mai, è sempre pienissimo!) non sapete cosa fare, vi piace la birra e soprattutto la cultura “pubbistica” (raffinata per giunta!) non esitate a recarvi allo Sturgis Beerhouse in via G. Marconi 48-50 a Brusciano (NA), troverete un mondo nuovo ad aspettarvi! 🙂

P.S. Se vi va, ditegli che avete letto il blog, apprezzerà! 😛

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